{"id":2625,"date":"2021-06-06T18:00:42","date_gmt":"2021-06-06T16:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiolegalesenatore.it\/avvocati\/?p=2625"},"modified":"2021-06-06T18:00:43","modified_gmt":"2021-06-06T16:00:43","slug":"parlamento-europeo-bruxelles-settembre-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiolegalesenatore.it\/avvocati\/parlamento-europeo-bruxelles-settembre-2015\/","title":{"rendered":"Parlamento europeo Bruxelles Settembre 2015"},"content":{"rendered":"\n<p>Bruxelles 29 settembre 2015Ecco il testo dell&#8217;intervento che ho tenuto ieri nel corso dei lavori della Commissione Giustizia del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento EuropeoNel maggio del 2014 i presidenti delle pi\u00f9 prestigiose associazioni internazionali degli avvocati quali la FBE (Federazione Europea degli Avvocati), la CCBE (Conseil des Barreaux de la Communaut\u00e9 Europ\u00e9enne), e l\u2019UIBA (Unione degli Avvocati Iberoamericani) nonch\u00e8 dei Consigli degli Ordini di Barcellona, Madrid, Bilbao, Napoli, Roma, Vienna, Francoforte, Triveneto, Marsiglia, Berlino, Istanbul, della Tunisia e dell\u2019Algeria hanno sottoscritto un documento, che \u00e8 stato chiamato \u201cManifesto di Napoli dell\u2019Avvocatura\u201d .<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"780\" src=\"http:\/\/www.studiolegalesenatore.it\/avvocati\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/12079575_1066249600054531_262898736149374_n.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"2626\" data-full-url=\"http:\/\/www.studiolegalesenatore.it\/avvocati\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/12079575_1066249600054531_262898736149374_n.jpeg\" data-link=\"http:\/\/www.studiolegalesenatore.it\/avvocati\/?attachment_id=2626\" class=\"wp-image-2626\" 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autonoma, a livello individuale e collettivo, e sono preoccupati per gli attacchi all\u2019effettiva tutela giudiziale che i governi stanno compiendo con provvedimenti, che assoggettano lo Stato di diritto e il valor supremo della Giustizia alle urgenze dell\u2019economia e della sicurezza,Non si tratta di generici timori dettati da spinte corporative, ma nel documento viene chiaramente evidenziato come negli ultimi anni i governi europei abbiano adottato provvedimenti legislativi volti ad : \u2013 ostacolare l\u2019accesso dei cittadini alla giustizia, con la riduzione dei fondi per il patrocinio dei meno abbienti, l\u2019aumento indiscriminato dei costi, il taglio delle sedi dei Tribunali e la riduzione delle garanzie processuali; \u2013 violare il segreto professionale anche a livello elettronico; \u2013 svalutare la necessit\u00e0 della difesa tecnica esercitata dagli Avvocati; \u2013 limitare la libert\u00e0 degli Avvocati e controllare e indebolire le loro organizzazioni.Gli Avvocati, nel manifestare la loro preoccupazione e inquietudine per la svalutazione del diritto di difesa, infine, invitano i governi e le istituzioni internazionali a emanare norme e provvedimenti volti a garantire l\u2019effettiva tutela dei diritti, favorendo l\u2019accesso di tutti alla Giustizia e garantendo agli Avvocati il libero esercizio della loro professione.Il Manifesto di Napoli \u00e8 , quindi, un preoccupato grido di allarme che proviene da tutta l\u2019avvocatura non solo europea, che nasce dalla drammatica costatazione che negli ultimi decenni i governi europei, di qualsiasi orientamento politico fossero, hanno adottato politiche volte a mettere in discussione il fondamentale ruolo di tutela dei diritti dei cittadini, esercitato dall\u2019avvocato e la sua insopprimibile funzione di difesa processuale, con disastrosi provvedimenti di riforma della giustizia, che si basano tutti sul falso presupposto che le inefficienze nel campo della Giustizia sono da addebitare agli avvocati.Mai come in questi ultimi anni la dimensione dei diritti \u00e8 stata costantemente assediata dai tentativi di restaurazione volti a cancellare quei progressi civili ottenuti grazie alle lotte sociali, che attraversarono l\u2019Europa alla fine del secolo scorso. Un ritorno sui vecchi binari dell\u2019avere che vuole riportare indietro le lancette della storia e sconfiggere quella cultura dell\u2019essere, tipica del costituzionalismo contemporaneo, per la quale lo sviluppo della persona si realizza solo grazie alla solidariet\u00e0 economica politica e sociale.Tutto questo \u00e8 stato reso possibile dal prevalere in Europa di un concezione economicistica della vita, che ha finito con il ridurre tutto a merce, ed \u00e8 cos\u00ec che anche il diritto viene considerato un prodotto e le persone vengono da tempo indotte ad accettare l\u2019idea che ogni bene della vita, dalla salute all\u2019istruzione dalla cultura alla giustizia, \u00e8 merce e come tale deve essere sottoposta alle leggi del mercato e del profitto. Gli Stati europei, che avevano come pilastri fondanti la difesa, la scuola, la sanit\u00e0 e la giustizia hanno tutti adottato politiche che hanno finito per svilire la loro funzione storica. La giustizia , la scuola, la sanit\u00e0, la difesa dei cittadini sono visti oggi solo come dei costi da tagliare, nonostante siano evidenti i costi sociali di queste politiche in termini di esclusione di sempre maggiori strati della popolazione dalla tutela della propria salute, di esclusione dai processi di conoscenza, di negazione di diritti. Oggi al di l\u00e0 dei migranti ci sono larghe fasce della popolazione che sono straniere in patria, escluse dalle tutele che uno stato democratico deve garantire.Con il prevalere di una concezione &#8220;individualista&#8221; dei diritti, cio\u00e8 di un\u2019idea che la nozione dei diritti naturali possa essere considerata indipendente dalle relazioni che legano tra loro gli individui che vivono in societ\u00e0, si \u00e8 consentito cos\u00ec ai grossi potentati economici di licenziare migliaia di persone, di inquinare, di dettare ai governi politiche economiche che hanno favorito il sorgere di condizioni di estrema povert\u00e0 di intere popolazioni e l\u2019insorgere di gravi diseguaglianze.Sappiamo tutti che con l&#8217;arrivo della globalizzazione c\u2019\u00e8 stata una modifica radicale del quadro sociale ed ora che con la globalizzazione i governi non sono pi\u00f9 in grado di garantire un adeguato livello sociale a tutti sempre pi\u00f9 forte e pressante si manifesta l\u2019esigenza di una tutela sostanziale dei diritti. Le democrazie occidentali sono entrate in crisi e con esse il vecchio modello di \u201cStato sociale\u201d che sanciva la netta separazione tra sfera economica, legata alle ferree leggi del mercato, e sfera sociale, che su basi etiche, cercava di mitigare gli effetti indesiderati. Il risultato finale di questo modello dicotomico di ordine sociale stato-mercato \u00e8 stata la creazione di un sistema che alimenta la \u201ccultura dello scarto\u201d perch\u00e9 al centro del sistema non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo ma il denaro che \u00e8 diventa motore e ragione di tutte le cose.Si scarta chi non serve i bambini e i vecchi e sono milioni i giovani al di sotto dei 25 anni che nei paesi pi\u00f9 industrializzati non hanno lavoro. Un sistema che sta perdendo il legame con il futuro e il passato e che in nome del profitto, sempre pi\u00f9 a vantaggio di pochi, giustifica le violazioni dei diritti.In questo quadro di crisi, nel quale i governi europei hanno adottato politiche liberiste di smantellamento dello Stato sociale, che hanno impoverito intere categorie di cittadini, la difesa dei diritti viene sempre pi\u00f9 vista come un costo insostenibile, un impiccio per l\u2019economia e gli avvocati come un ostacolo allo sviluppo economico.Una lotta che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 impari perch\u00e9 se \u00e8 vero che la finanza si muove a livello globale, senza limiti di confini, la tutela dei diritti fino ad oggi si \u00e8 mossa entro gli angusti confini nazionali. E il Manifesto di Napoli ha proprio questa funzione, quella di estendere a livello internazionale la lotta che gli avvocati stanno conducendo con coraggio nei singoli Stati.Oggi \u00e8 forte il pericolo che i diritti vengano ridotti a semplici titoli da scambiare sul mercato, in una visione economicistica che li mortifica e che assegna al mercato anche la funzione di dettare le condizioni per il loro riconoscimento. E se \u00e8 vero che, in un mondo globalizzato nel quale c\u2019\u00e8 una prevalenza assoluta della dimensione economica e i diritti vengono considerati come un ostacolo allo sviluppo e al progresso, non pu\u00f2 non aprirsi un forte conflitto tra la dimensione giuridica e la dimensione economica. Sappiamo che questa concezione dei diritti, intesa come beni economici, in tempo di crisi, determina, come logica conseguenza, il loro essere considerati come beni di lusso, un qualcosa, cio\u00e8, che non ci si pu\u00f2 permettere di chiedere in tempo di crisi economica e conseguentemente gli avvocati vengono sempre di pi\u00f9 considerati nemici del progresso, retaggi di un passato ormai superato. Va, al contrario, ribadito che la tutela dei diritti non \u00e8 un accidente del passato ma riguarda il futuro dei cittadini, sempre pi\u00f9 esposti agli abusi di un potere sovranazionale; che i diritti non sono merce, e conseguentemente non possono essere valutati sulla base di categorie economiche; che, i diritti vanno difesi in quanto tali e che la globalizzazione non pu\u00f2 travolgere la vita e i sogni delle persone. Ma per fare ci\u00f2 \u00e8 necessaria una rivoluzione culturale che ripristini la relazione tra economia ed etica e riequilibri i rapporti di forza tra potere economico e potere politico.La politica deve ritornare ad essere il regno dei fini e la giustizia ha senso se finalizzata al bene delle persone.Oggi in Europa c\u2019\u00e8 un modello di societ\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile e non possiamo aspettare che questo sistema risolva i problemi della povert\u00e0 perch\u00e9 di certo i mercati e la speculazione non hanno alcun interesse a risolvere questi problemi.Tantomeno possiamo tollerare che questo sistema, nel sacro nome del mercato e della sicurezza, cancelli progressivamente i nostri diritti fondamentali, quei diritti che i nostri padri ci avevano donato a prezzo di lotte e guerre sanguinose, perch\u00e9 da sempre la democrazia si regge fino a quando le diseguaglianze sono tollerabili.Ed \u00e8 per questo che gli avvocati con il \u201cManifesto di Napoli\u201d dicono basta agli incessanti attacchi alla loro indipendenza ed autonomia espressione di un potere sempre pi\u00f9 dispotico. Basta a chi ha ridotto i cittadini al rango di semplici consumatori, un termine che in Europa ha subito un processo di beatificazione, educati a svendere i loro diritti pur di ottenere qualche piccolo beneficio economico Basta a quei poteri economici che coltivano il sogno di un\u2019avvocatura sottomessa, incapace di ribellarsi agli abusi del potere e inadatta a tutelare i diritti dei cittadini. Un sogno autoritario, tipico dei regimi antidemocratici che si nasconde dietro a velleitari progetti di riforma della giustizia che, invece di aggredire i punti fondamentali che ne determinano la crisi, cerca di sostituire la figura degli avvocati, con nuove figure professionali nuovi punti di riferimento per una gestione pi\u00f9 \u00abaddomesticata\u00bb della giustizia. Basta a chi vuole inserire le societ\u00e0 di capitali negli studi professionali per limitare la loro indipendenza autonomia ed imparzialit\u00e0. Basta a chi vuole proletarizzare l\u2019avvocatura e metterla al servizio di pochi grandi studi professionali.Va invece condotta una lotta di civilt\u00e0 volta a conservare la vera essenza dell\u2019essere avvocato, cio\u00e8 un intellettuale erede di quella cultura umanistica, che gli consente di avere una visione unitaria dell\u2019uomo e lo sottrae ad una esasperata concezione settoriale e specialistica, che lo trasformerebbe in un semplice prestatore di serviziMa \u00e8 anche il momento di smascherare le tante bugie e ribadire alcune verit\u00e0. A) Sbaglia chi ritiene superfluo se non addirittura dannoso il ruolo degli avvocati e vede nella magistratura l\u2019unico presidio a difesa della legalit\u00e0. L\u2019avvocatura ha rilievo costituzionale e partecipa, con la magistratura, alla realizzazione della giustizia e il giudice non \u00e8 signore e arbitro unico della legge ma esercita le sue funzioni con l\u2019insostituibile apporto dell\u2019avvocato, che lo aiuta a decidere prospettandogli le ragioni del proprio cliente. I mali della giustizia sono frutto di una dissennata disorganizzazione della sua macchina e di una concezione liberista dello Stato che vede la giustizia solo come un costo da tagliare. <img loading=\"lazy\" height=\"16\" width=\"16\" alt=\"&#x1f60e;\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t22\/2\/16\/1f60e.png\"> Non \u00e8 vero che il numero esorbitante delle cause dipende dall\u2019eccessivo numero di avvocati. Le cause non diminuiscono perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una continua produzione di leggi inutili, confuse e troppo spesso scritte male, anche perch\u00e9 i politici cercano di riversare nelle aule dei tribunali i conflitti sociali che non intendono risolvere. C) I costi della giustizia sono diventati insopportabili. Nessuno Stato veramente democratico pu\u00f2 pensare di risolvere i problemi della giustizia frapponendo ostacoli economici per il suo accesso. D) va favorito il gratuito patrocinio, per consentire ai meno abbienti di difendere i propri diritti, perch\u00e9 i diritti in quanto tali vanno sempre difesi.Oggi in Europa si cerca di modellare l\u2019Avvocatura ad uso e piacimento delle banche e dei potentati economici, con la creazione di grandi studi professionali, partecipati da soci di capitale che limitano l\u2019indipendenza e autonomia degli avvocati, per rispondere alle esigenze delle grandi imprese e nello stesso tempo si adottano politiche volte ad emarginare i giovani avvocati e gli studi professionali che quotidianamente forniscono la loro opera professionale al servizio dei cittadini.Paradossalmente questo tentativo di svilire il ruolo dell\u2019avvocatura, operato dai potenti gruppi finanziari e di quanti hanno una strana concezione della democrazia , ha suscitato, al contrario, una salutare quanto inaspettata reazione da parte di quegli avvocati che non si rassegnano e cercano di difendere i diritti dei pi\u00f9 deboli .Gli avvocati firmatari del Manifesto hanno deciso di aprire un dialogo diretto con le forze politiche e i cittadini e chiedere loro se in un Europa con un avvocatura sottomessa e debole si sentono pi\u00f9 garantiti di fronte ai soprusi del potere.Siamo qui per discutere, della fondamentale importanza del ruolo sociale dell\u2019avvocatura nella societ\u00e0 moderna, per ragionare sulle strategie da adottare nell\u2019interesse dei cittadini e della democrazia, per ribadire il principio che la difesa dei diritti \u00e8 un patrimonio della civilt\u00e0 e non dell\u2019impresa commerciale, per combattere contro coloro che, dopo aver fatto scempio di quei diritti che i nostri padri ci avevano donato e che avevamo tutti il dovere di custodire., vedono ora nella tutela dei diritti solo un nuovo \u201cmercato\u201d sul quale lanciarsi, per fare nuovi affari.L\u2019augurio \u00e8 che dopo questo incontro inizi un percorso di confronto tra la Parlamento Europeo Commissione Giustizia e gli avvocati per evitare che anche questa volta l\u2019Avvocatura venga lasciata da sola a lottare contro questa deriva incivile per la quale la tutela dei diritti \u00e8 possibile solo se \u00e8 economicamente sostenibile e per far s\u00ec che non venga pi\u00f9 vissuta dallo Stato come un fastidio e dai cittadini come una chimera.Avv. Alessandro SenatorePromotore del Manifesto di Napoli dell\u2019Avvocatura<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles 29 settembre 2015Ecco il testo dell&#8217;intervento che ho tenuto ieri nel corso dei lavori della Commissione Giustizia del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento EuropeoNel maggio del 2014 i presidenti delle pi\u00f9 prestigiose associazioni internazionali degli avvocati quali la FBE (Federazione Europea degli Avvocati), la CCBE (Conseil des Barreaux de la Communaut\u00e9 Europ\u00e9enne), e l\u2019UIBA (Unione degli Avvocati Iberoamericani) nonch\u00e8 dei Consigli degli Ordini di Barcellona, Madrid, Bilbao, Napoli, Roma, Vienna, Francoforte, Triveneto, Marsiglia, Berlino, Istanbul, della Tunisia e dell\u2019Algeria hanno sottoscritto un documento, che \u00e8 stato chiamato \u201cManifesto di Napoli dell\u2019Avvocatura\u201d . 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